26
Agosto
2021

Viaggio

di Gerardo Adinolfi

Montagnana, la città murata

Nella città murata di Montagnana il passato non è mai andato via. È gelosamente custodito da circa due chilometri di cinta muraria, mattoni e mura merlate che abbracciano il borgo in provincia di Padova, preservandone la storia e rendendolo il più importante esempio di fortezza medievale italiana.

A Montagnana arrivare in treno, viaggiando in maniera sostenibile, è semplice, così come perdersi tra la storia, l’arte e il buon cibo. Il borgo, uno dei 26 più belli d’Italia raggiungibili con i treni regionali di Trenitalia, si trova lungo la linea ferroviaria Mantova-Monselice. Giunti in stazione, basta imboccare Viale Spalato, per poi proseguire per circa 600 metri fino a Porta XX Settembre, punto di partenza ideale per una passeggiata fra cultura, gusto e tradizioni.

Passeggiare tra le stradine del paesino veneto e soprattutto lungo la sua cinta muraria, infatti, vuol dire camminare nella storia. Le mura furono costruite nel ‘300 dai Carraresi, Signori di Padova, per contrastare le mire aggressive degli Scaligeri. Padovani e veronesi, infatti, si alternarono nel dominio della città più volte. La cinta muraria di Montagnana fu ritratta anche da Giorgione nel disegno a sanguigna del museo Baymans-Van Beuningen di Rotterdam. Oggi i due chilometri di cinta muraria rappresentano una delle fortificazioni meglio conservate al mondo.

Da vedere, nel borgo, c’è poi tanto altro: Villa Pisani, dimora edificata intorno al 1550 su progetto del Palladio e che ha la particolarità di essere stata realizzata nel centro storico, e non in campagna. E ancora il Monte di Pietà, Palazzo Valeri, il quattrocentesco Palazzo Pomelio-Chinaglia e il Duomo dedicato a S.Maria Assunta edificato tra il 1431 e il 1502. Per ammirare il panorama, invece, tappa obbligata è il Mastio di Ezzelino, alto circa 40 metri e con vista sul centro storico del paese e sui Colli Euganei.

Ma a Montagnana l’eccellenza è anche culinaria e ha un nome: Prosciutto Crudo Berico Euganeo DOP. Protagonista di aperitivi, pranzi, cene e spuntini si può assaggiare in qualsiasi angolo del borgo. Il prosciutto, DOP dal 1996, è lavorato e stagionato secondo la tradizione e ha un gusto dolce e morbido dovuto alla sapiente dosatura di sale.