22
Luglio
2021

Racconti dal territorio

di Renato Granato

Viaggi e arte: Station to Station

Da qualche tempo il binomio arte/stazioni ricorre con sempre maggiore frequenza. Basti pensare, ad esempio, all’intervento che a Parigi ha trasformato la vecchia Gare d’Orsay in uno dei più famosi musei del mondo. O a quanto è stato fatto a Napoli, dove la nuova metropolitana cittadina è balzata agli onori della cronaca con le sue stazioni dell’arte. Anche le Ferrovie dello Stato Italiane possono vantare edifici di grande pregio estetico e architettonico, come la stazione AV Napoli Afragola, frutto della creatività di una delle più acclamate archistar internazionali – Zaha Adid – tanto che il Moma di New York espone una sua opera pittorica.

 Ma l’arte nelle stazioni non si esprime solo attraverso la forma delle strutture o dei suoi complementi architettonici. Alcuni terminal ferroviari, infatti, per le particolari caratteristiche costruttive e per le grandi aree al loro interno, sono sempre più spesso richiesti come luoghi dove realizzare eventi artistici o mostre.

Proprio come accaduto alle stazioni di Reggio Calabria e Messina (Centrale e Marittima) dove, fino a martedì 31 agosto, è possibile ammirare i lavori di dieci artisti esposti nella mostra dal titolo “Station to Station”.

Curata dalla galleria d’arte reggina Technè Contemporary Art l’esposizione offre ai visitatori l’opportunità di vivere il legame fra le due città dello Stretto attraverso i luoghi del viaggio, vale a dire le stazioni “gemelle” di Reggio Calabria e Messina progettate dallo stesso architetto, Angiolo Mazzoni. Un “viaggio artistico” promosso da Rete Ferroviaria Italiana, patrocinato da Ministero della Cultura, Città Metropolitana di Reggio Calabria e dalle Regioni Sicilia e Calabria.

Gli spazi espositivi individuati sono assai diversi tra loro. Il primo – nella stazione reggina – è un bunker risalente alla seconda guerra mondiale che rispecchia una realtà chiusa e tetra, dove hanno trovato posto opere di Grazia Bono, Gianni Brandolino, Pino Caminiti, Angela Pellicanò, Felipe Perez, Francesco Petrone, Technelab e il collettivo Zeroottouno. Il secondo, la sala d’imbarco della Stazione Marittima di Messina, con l’imponente mosaico realizzato da Michele Cascella, è un’area aperta, luogo di transito e approdo con opere degli artisti Ninni Donato, Lucilla Ragni e Mustafa Sabbagh.

Una mostra multiforme e suggestiva, ricca di sfumature che possono essere diversamente percepite e interpretate in relazione ai propri gusti, stati d’animo ed esperienze e che, a nostro parere, merita di essere ammirata.