28
Giugno
2021

Sostenibilità

di Gerardo Adinolfi

Brisighella, il borgo dei tre colli

Sul primo c’è una Rocca che risale al 1200, sul secondo un Santuario del 1700 e sul terzo una magnifica Torre dell’Orologio. Brisighella ha tre colli, ciascuno dei quali custodisce un tesoro. Il paese è uno dei borghi più belli d’Italia, una piccola perla incastonata nel Parco Regionale della Vena del Gesso, nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra Firenze e Ravenna.

A Brisighella il turismo è sostenibile per natura. Il borgo medievale si raggiunge in treno in 10 minuti da Faenza e in 60 minuti da Borgo San Lorenzo (Firenze).  A farla da padrone, a Brisighella, sono il gesso su cui poggia il borgo, i colli e l’intera valle del Lamone. Il gesso di cui sono fatte le scale del paesino regala a questo territorio una caratteristica che lo rende unico: grazie alla presenza della catena montuosa della Vena del Gesso Romagnola, parallela alla Via Emilia e al crinale appenninico, il microclima di Brisighella e della valle è infatti peculiare, con ben tre gradi in più di temperatura in media rispetto alle zone circostanti.

Un fenomeno che ha una spiegazione: il gesso di cui è composta la montagna, infatti, accumula calore nel periodo estivo, cedendolo poi durante l’inverno. Un particolare che aiuta anche la gastronomia del territorio e che contribuisce alla produzione dell’olio extravergine, uno dei più pregiati d’Italia.

L’angolo più suggestivo di Brisighella, però, è la Via degli Asini: una strada unica al mondo, la prima sopraelevata (con archi) della storia, nata come cinta muraria difensiva e poi diventata la via percorsa dagli asini che trasportavano il gesso per raggiungere la parte superiore del borgo.