04
Maggio
2021

Viaggio

di Marta Covini

Osservo il mondo da un finestrino: da Milano a Pechino in treno

E se vi dicessero che è possibile partire in treno da Milano e arrivare fino a Pechino con un solo cambio ferroviario?

Proprio così: si parte nel cuore della notte da Milano Rogoredo e, dopo un viaggio di due giorni e una notte attraverso Austria, Germania, Repubblica Ceca, Polonia e Bielorussia, si arriva nella capitale russa, dove avviene l’unico cambio ferroviario di tutto il viaggio. Qui si prova la surreale meraviglia di alzare gli occhi sul tabellone delle partenze e vedere, in cirillico, la scritta “Pechino”: inizia così la Transiberiana, la linea ferroviaria più lunga del mondo che con un’unica tratta di sette giorni e sette notti vi porterà fino in Cina attraverso la Mongolia (prendendo quindi il nome di Transmongolica).

Una volta lasciatasi alle spalle l’elegante Mosca, la Transiberiana attraversa durante i primi tre giorni e tre notti tutta la Siberia, offrendo un paesaggio sempre uniforme, le cui protagoniste indiscusse sono le betulle, che lasciano ogni tanto spazio a casette di legno dal tetto spiovente, a enormi corsi d’acqua, e ancor più raramente a imponenti città post-sovietiche come Ekaterinburg, Novosibirsk e Krasnoyarsk. Il quarto giorno lo scenario cambia improvvisamente costeggiando il maestoso Lago Bajkal, talmente vasto da dare l’impressione di trovarsi sulle sponde di un mare, mentre il quinto giorno regala le verdissime e incontaminate colline mongole e la caotica capitale Ulan Bator. Durante il sesto e il settimo giorno si attraversa il silenzioso e solenne deserto del Gobi arrivando improvvisamente allo scenario più montuoso e industrializzato della Cina.

Il viaggio è costellato da numerose e brevi fermate che permettono di sgranchirsi le gambe e di acquistare improbabili snack di origine ignota nei chioschetti che si trovano lungo il binario, dove l’inglese è sconosciuto ma ci si intende a gesti e sorrisi. Naturalmente se si desidera visitare località e città lungo il percorso niente vieta di interrompere il viaggio per ripartire dopo qualche giorno di terraferma.

Fuori dal finestrino scorre un terzo del giro del mondo e metro dopo metro, ora dopo ora, il paesaggio si trasforma, il cielo stellato si evolve, nelle stazioni i caratteri latini lasciano il posto al cirillico e infine agli ideogrammi, gli occhi sui volti si allungano così come cambiano i visi ritratti sulle banconote. Parallelamente dentro al treno, giorno dopo giorno, il suono cantilenante del vociare si evolve e i profumi che escono dagli scompartimenti si fanno sempre più speziati.

12.000 km, 9 nazioni, 3 visti sul passaporto, 170 ore di treno, 7 fusi orari: percorrere una tale distanza in treno è un’esperienza unica che insegna il reale significato della parola “viaggiare” e concede alla frenesia della vita quotidiana di farsi da parte lasciando spazio al tempo che si dilata, mentre il ritmo costante del treno culla come la colonna sonora di un cuore pulsante.