26
Maggio
2021

Viaggio

di Gerardo Adinolfi

Tagliacozzo, l’antica capitale della Marsica

Un borgo ricco di storia, di chiese e con una piazza meravigliosa, tra le più armoniche e scenografiche dell’Italia centrale. A Tagliacozzo, l’antica capitale della Marsica, in Abruzzo, bisogna camminare a testa alta fra le stradine del centro. Nel borgo antico, infatti, si passeggia tra viuzze dove ogni abitazione, ogni ingresso, ogni apertura è sormontato da un frontone che rimanda ad un passato glorioso, o a un’attività artigiana che era qui nel passato. Emblemi di potere, segni di distinzione testimoni di una storia gloriosa e di una contesa fra le due importanti famiglie del tempo, gli Orsini e i Colonna.

Tagliacozzo, il cui toponimo significa “taglio nella roccia” perché secondo la tradizione il primo insediamento urbano si è sviluppato nella fenditura del monte, è la terza tappa dopo Buonconvento, in Toscana e Chianalea, in Calabria, de Il mio viaggio sostenibile, la rubrica di RailPost che ogni mese fa scoprire un piccolo o grande gioiello italiano raggiungibile in treno. 

Non lontano dal confine fra Abruzzo e Lazio, il borgo antico, dove ancora vivono circa 1.500 abitanti sugli oltre 6.400 del Comune in provincia dell’Aquila, è a soli 650 metri dalla stazione, sulla linea Roma-Pescara. Tagliacozzo si raggiunge infatti in treno in 1 ora e 20 minuti da Roma e in 2 ore da Pescara. Lungo la linea ferroviaria anche altri centri da visitare, per chi è in cerca di bellezza, come Tivoli o Sulmona.

Citata da Dante nell’Inferno della Divina Commedia, nel 1268 a Tagliacozzo si è tenuta la famosa battaglia tra Corradino di Svevia e Carlo d’Angiò, re di Sicilia. Segnò il destino del potere del Regno di Sicilia a favore degli Angioini, di parte guelfa, sugli Svevi, sostenuti dai Ghibellini, favorendo ancora per secoli il potere temporale del Papa.

Tagliacozzo accoglie chi la visita, viaggiatori, turisti e appassionati. Una gita nel Comune abruzzese non può che partire da piazza dell’Obelisco, circondata da palazzi storici e con al centro una fontana. È il salotto del borgo, elegante e armonioso. Punto di partenza di un cammino nella storia e nella fede, fra chiese e conventi. E, perché no, anche un percorso gourmet, con la pasta all’uovo fatta in casa, la polenta di farina di mais, le carni d’agnello e di vitello e la secolare tradizione della lavorazione della carne di maiale.