15
Maggio
2021

Viaggio

di Il Team

Il Giro tra infinita bellezza fa tappa ad Ascoli Piceno e Termoli

La sesta e la settima tappa del Giro Rosa, di cui Trenitalia è Official Green Carrier, raccontato da Stefano Cicchini, travel & food influencer e fondatore di Localcreators.it , la prima startup italiana che connette attività locali e influencer

Stefano Cicchini, molisano di origine ma nomade di spirito è partito da Termoli, la sua città natale, a bordo di un treno Intercity in occasione del 104esimo Giro d’Italia. Con sé ha portato la sua bici, viaggiando in modalità green, visto che su molti Intercity, come sui treni regionali, è possibile caricare fino a 6 biciclette nel vagone dedicato.

Destinazione: la città marchigiana di Ascoli Piceno che ha raggiunto con un cambio a San Benedetto del Tronto salendo sul treno POP, il regionale livreato per la più famosa competizione ciclistica italiana. Per la sesta tappa del Giro Rosa l’arrivo è previsto su Monte San Giacomo proprio a venti chilometri da Ascoli Piceno.

San Giacomo ricade esattamente lungo la linea di confine fra Abruzzo e Marche, immerso nella natura con una serie di percorsi e sentieri, luoghi prediletti dai bikers e amanti delle passeggiate. La partenza del Giro è invece dal piccolo borgo di Genga, inserito all’interno del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi, noto per le famose Grotte, meta di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Un luogo spettacolare nel suo genere, rivelatore della maestosità della natura. Tra enormi stalattiti e stalagmiti il percorso turistico si estende per circa 1,5 km e offre al visitatore un’esperienza unica nel cuore della terra attraverso una storia lunga milioni di anni.

A settembre 2021 si festeggia il 50esimo anniversario dalla scoperta del sito. Un momento di festa per tutti i marchigiani e non solo, un’occasione in più per riscoprire questi luoghi. 

Arrivato ad Ascoli Piceno, Stefano Cicchini ci guida alla scoperta di questa città candidata al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2024 e nota in tutto il mondo per la sua commistione di epoche e culture diverse: dal periodo romano alla dominazione longobarda, dal Medioevo al Rinascimento fino ai giorni nostri.

Tra le tante bellezze da ammirare c’è la Cattedrale di San’Emidio, conosciuta come il Duomo di Ascoli che incornicia Piazza Arringo e il Teatro Romano, luogo suggestivo appena fuori dal centro storico della città. Si prosegue nei sentieri della città che ogni anno ospita la Quintana, famosa giostra equestre medioevale che ancora oggi, nel mese di agosto, viene celebrata con la rievocazione storica in costume tra sbandieratori e musici. D’obbligo è anche l’assaggio della tipica “Oliva Ascolana del Piceno DOP”, ambasciatrice nel mondo di una cultura agraria e gastronomica esclusiva del territorio piceno. Come la tradizionale focaccia locale, la Cacciannanz.  Anche i vini hanno la loro storia, dal Rosso Piceno Superiore al Bianco Falerio, ai vitigni autoctoni come la Passerina e il Pecorino. Da non perdere la degustazione del vino cotto, viticoltura d’altri tempi e l’Anisetta, liquore all’anice abbinato a chicchi di caffè.

Chi meglio di Stefano Cicchini, molisano doc, ci può portare alla scoperta della settima tappa del Giro Rosa, il cui arrivo è proprio nella sua città nativa (Notaresco-Termoli). Una città che punta, con i suoi dieci chilometri di costa al turismo, all’industria e alla pesca e che offre l’unico punto d’imbarco per le suggestive Isole Tremiti.

Il Castello Svevo (XII sec.) e la sua cinta muraria di epoca normanna sono il biglietto da visita del borgo antico che domina l’intero litorale nord. Cuore della città la cattedrale in stile romanico di S. Maria della Purificazione. Ai piedi del castello, prima dell’ampia distesa della spiaggia di Sant’Antonio, si conserva ancora il Trabucco, un’antica macchina interamente costruita in legno per la pesca tipica di questo tratto di costa.

Tra le caratteristiche viuzze del borgo marinaro c’è anche “A Rejecelle”, il vicolo più stretto d’Italia largo appena 41 centimetri e lungo poco più di 7 metri. E per chi fosse appassionato di arte contemporanea merita una visita il Museo MACTE inaugurato nel 2019 e dedicato a i nuovi linguaggi artistici. Il piatto della tradizione è il “Pappone”, pietanza povera, variante del classico brodetto cucinata con il pesce invenduto. E “U scescill”, gustose polpette fatte con uova, formaggio grattugiato, pane raffermo e pomodoro. In Via Martiri della Resistenza Stefano ha così salutato l’arrivo del Giro Rosa.

 

Alla prossima tappa!