07
Aprile
2021

Responsabilità Sociale

di Giorgio Desio Mirando

Le stazioni al servizio del Paese per la campagna vaccinale

Le stazioni ferroviarie sono il cuore della città, luoghi di vita quotidiana delle persone, e anche iconicamente un simbolo di partenze e arrivi. Roma Termini e altri hub della rete nazionale sono state scelti per svolgere un ruolo fondamentale nella campagna vaccinale che vede impegnato tutto il Paese per la lotta al Covid-19.

Dalla stretta collaborazione e sinergia tra Croce Rossa Italiana e Gruppo Ferrovie dello Stato nasce a Roma Termini il primo centro vaccinale in un hub ferroviario: un vero e proprio punto nevralgico al servizio della comunità e dei cittadini, fondamentale per le attività del personale sanitario e dei volontari nella Capitale.

La collaborazione rientra in un piano di azioni che vede in FS un punto di riferimento nel rilancio sociale ed economico dell’Italia attraverso la creazione e la redistribuzione di valore condiviso.

Per RailPost abbiamo intervistato il dott. Valerio Mogini, coordinatore dei Servizi Sanitari per Croce Rossa Italiana, in prima linea quotidianamente per la campagna vaccinale.

Perché si è scelta la stazione Termini come uno degli hub strategici per le vaccinazioni?

La stazione Termini, individuata congiuntamente da CRI, ASL Roma 1 e Ferrovie dello Stato, è stata scelta per la sua centralità e per il suo essere un simbolo. La volontà è stata quella di portare gli hub vaccinali all’interno della città, in un luogo facilmente accessibile e che potesse rappresentare un vero e proprio invito a vaccinarsi alla città.

Croce Rossa e Ferrovie stanno lavorando insieme per la campagna vaccinale. Cosa ha di speciale questa sinergia?

La collaborazione tra Ferrovie e CRI, oltre a rendere possibile la realizzazione di un hub vaccinale nel cuore della città, acquisisce un significato profondo in questo particolare momento storico. È infatti un grande segnale di unità e di speranza vedere attori differenti del Paese che lavorano insieme ponendosi come unico obiettivo quello di accorciare la distanza che ci separa dalla ripartenza.

La stazione ha un valore anche simbolico, è il luogo in cui i viaggi iniziano e finiscono. E si riparte…

La stazione è un luogo altamente simbolico, dove le persone si ritrovano con le loro aspettative sul viaggio, con i ricordi, con il proprio bagaglio di esperienze, insomma con la propria vita. Aprire un centro vaccinale in un luogo del genere acquisisce un senso metaforico importante.

Partenze e arrivi. La sua partenza nella Croce Rossa?

Il mio viaggio con Croce Rossa, la mia partenza, è iniziato circa sette anni fa quando ho cominciato a prestare servizio come medico in ambulanza a Roma. Successivamente ci sono state diverse partenze, per il campo profughi di Idomeni in Grecia nel 2015, per il Mediterraneo centrale e Lampedusa nel 2016 e 2017. Nel 2019, dopo aver concluso la specializzazione in Sanità pubblica, ho cominciato a lavorare stabilmente in Croce Rossa occupandomi della risposta sanitaria in emergenza e dall’inizio del 2020 mi sono occupato di dare supporto alla risposta alla pandemia da SARS-CoV2.

In cosa consiste la sua attività?

Come coordinatore dei Servizi Sanitari per Croce Rossa Italiana mi occupo della progettazione e del coordinamento degli interventi sanitari del Comitato Nazionale e nello specifico, negli ultimi mesi, del dispiegamento degli ospedali da campo, di concerto ai Comitati Territoriali, della gestione del drive-in tamponi presso il parcheggio Lunga Sosta dell’aeroporto di Fiumicino, il più grande d’Italia aperto h24, e della gestione degli hub vaccinali a Roma Termini e Roma Fiumicino.

Il Gruppo FS Italiane, fin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria, ha garantito senza sosta la mobilità delle persone e la filiera degli approvvigionamenti, trasportando oltre 5 milioni di tonnellate di merci. Inoltre, ha prodotto oltre 13 milioni di mascherine chirurgiche, grazie alla riconversione dello stabilimento ONAE RFI di Bologna, e riservato viaggi gratuiti a medici e infermieri reclutati dalla Protezione Civile. Altra iniziativa messa in campo è quella del treno sanitario, un convoglio che consente di trasferire e curare i pazienti con personale sanitario dedicato su carrozze equipaggiate con specifiche attrezzature mediche.