28
Aprile
2021

Viaggio

di Gerardo Adinolfi

Chianalea, terra di miti e di pescatori

Le case sono barche e le barche sono case nel vecchio borgo dei pescatori, dove la vita ha il sottofondo musicale delle onde del Mar Tirreno.

Chianalea, la più antica frazione di Scilla, in Calabria, è un mosaico di abitazioni costruite direttamente sugli scogli e divise da strette viuzze, simili a canali, che arrivano fin dentro il mare. Una “piccola Venezia”, dove il turismo c’è ma non si vede, nascosto sotto le reti dei pescatori che continuano a vivere il villaggio come punto di partenza, e approdo, delle loro giornate in mare.

Dopo Buonconvento, in Toscana, Chianalea è la seconda tappa de Il mio viaggio sostenibile, la nuova rubrica di RailPost che ogni mese fa scoprire un piccolo o grande gioiello italiano raggiungibile in treno. 

La stazione è quella di Scilla, distante 24 minuti di treno da Reggio Calabria e un’ora e 30 minuti da Paola. A una sola fermata c’è Villa San Giovanni, dove partono i collegamenti per la Sicilia. Un chilometro di passeggiata e, dalla stazione di Scilla, si arriva al villaggio dei pescatori.

Qui le barche sono ormeggiate anche sugli scogli, e sulle scalette che portano alle case. C’è lo Scaro Alaggio, dove i pescatori le ancorano per ripararle dalle onde, poi Palazzo Scategna, con i balconi in pietra squadrata disposti sui tre piani. Ci sono le piazze, le chiese e le fontane e il castello dei Ruffo, sulla rocca.

Un luogo pieno di storia e di leggenda. È qui che, secondo la mitologia greca, viveva Scilla, il mostro marino a sei teste che diede filo da torcere a Ulisse, insieme al dirimpettaio Cariddi. Un mito che rende ancora più affascinante questa terra, e il suo mare.