20
Gennaio
2021

Viaggio

di Enrico Procentese

Ciao a tutti! Sono Jacopo, ho solo 12 anni, ma già tanti interessi. Sono curioso e intraprendente e insieme a mia nonna Nuccia ho imparato ad amare la storia, l’arte, la natura, la cucina gourmet e tutto ciò che di bello offre la mia Italia. A volte, di sera, prima di addormentarmi, mi piace ritagliare foto, immagini e articoli riguardanti le città italiane e i loro capolavori. Ho sempre una matita in mano, dovunque mi trovi. Nonna Nuccia mi dice sempre che sono un bravo disegnatore e che un giorno, chissà, magari diventerò un architetto!

Il grande giorno è finalmente arrivato: nonna Nuccia mi ha infatti promesso di accompagnarmi a trovare i miei tanti amici sparsi per l’Italia, da Torino a Palermo, da Venezia a Bari, un lungo viaggio d’esplorazione in cui avrò finalmente occasione di visitare le tante meraviglie del nostro straordinario Paese e raccogliere le mie impressioni in veri e propri diari di viaggio.

La cosa più emozionante di tutte è che viaggeremo sul mitico Frecciarossa, talmente bello e veloce che lo sogno ogni notte. E poi sono un grande appassionato di architettura e le stazioni dell’Alta Velocità sono dei veri capolavori.

Vi mostrerò a ogni tappa il mio quaderno di viaggio, con note e disegni fatti sul posto, osservando le stazioni, i paesaggi e le città che ho visitato grazie a Frecciarossa e a nonna Nuccia! 

Lo splendore della Stazione Santa Maria Novella

La stazione Santa Maria Novella è annoverata tra i capolavori di un’importante stagione dell’architettura del Novecento, il Razionalismo italiano. Viene completata nel 1934 su disegno del cosiddetto Gruppo Toscano e assume la fisionomia attuale nel corso anni. Il progetto, improntato sul concetto di funzionalità e fuori dai canoni dell’architettura del Ventennio, convinse subito la critica, nonostante il contrasto evidente tra lo stile della costruzione e la vicina chiesa di Santa Maria Novella. Un dialogo architettonico impegnativo che i progettisti risolsero puntando sulla spiccata orizzontalità, per non entrare in competizione con il celebre monumento cittadino.

La stazione conserva al suo interno una raffinata collezione di opere d’arte, tra affreschi, il grande orologio, lo scenografico bar e i preziosi marmi dentro la Stanza Reale.

Un raffinato disegno e una straordinaria soluzione urbanistica: la chiesa di Santa Maria Novella

Appena fuori dalla stazione, ci troviamo immersi in un luogo unico. La stazione infatti instaura un dialogo fruttuoso con il contesto medievale che la circonda: pochi passi e siamo davanti a una delle chiese più belle della città, Santa Maria Novella, architettonicamente una delle più importanti in stile gotico in Toscana. L’esterno è opera del grande architetto Leon Battista Alberti, mentre l’interno racchiude capolavori straordinari, tra cui la Trinità di Masaccio, gli affreschi del Ghirlandaio nella Cappella Tornabuoni e il Crocifisso di Giotto. All’interno, mi dice nonna Nuccia, “ si trova uno straordinario crocifisso ligneo firmato dal genio di Filippo Brunelleschi”.

Dentro i grandi musei

La Galleria degli Uffizi possiede un patrimonio artistico infinito: per questo chiedo a nonna Nuccia di portarmici subito! Da sempre, infatti, mi aveva parlato della straordinaria collezione di opere qui costudite, che vanno dal Medioevo all’età moderna, capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi. Si potrebbe trascorrere una intera giornata ad ammirare i dipinti di artisti come Botticelli, Mantegna, Piero della Francesca, Raffaello, Michelangelo. Tesori d’Italia!

Non si può lasciare Firenze senza ammirare lo straordinario David di Michelangelo! Dopo ore passate alla Galleria degli Uffizi, con gli occhi ancora pieni di meraviglia, mi faccio accompagnare all’Accademia: senza parole davanti a tanto splendore! Tra le opere, quella che più mi ha colpito porta la firma dI Sandro Botticelli ed è nota come la Nascita di Venere: qui la bellissima dea è in piedi sopra una conchiglia, pura e perfetta come una perla.

La particolare vicenda di Ponte Vecchio

Ponte Vecchio è il ponte più antico di Firenze. Già in epoca romana qui c’era un attraversamento dell’Arno, una passerella in legno che permetteva di collegare Firenze con Roma. Il ponte assume l’aspetto odierno intorno al 1345 e verso la metà del 1400 il governo di Firenze decide di spostare sul Ponte il mercato della carne e della verdura, in modo da tenere le strade più pulite. I macellai e i fruttivendoli potevano gettare direttamente in Arno i rifiuti della lavorazione dei prodotti e sono loro che, per guadagnare più spazio, costruiscono le piccole e caratteristiche botteghe sospese sul fiume, diventate poi una delle particolarità che hanno reso famoso il Ponte.

Il Belvedere di Piazzale Michelangelo

Dall’altra parte dell’Arno godiamo di una vista d’insieme sulla città. Nonna Nuccia mi porta subito a Piazzale Michelangelo, progettato nel 1860 dall’architetto e urbanista Giuseppe Poggi. In una giornata tersa come questa il panorama che si ammira da questo belvedere sulla città consente una visione d’insieme del centro storico. Lo spettacolo incredibile spazia dalle mura d’Oltrarno e il Forte Belvedere, all’Arno e i suoi ponti, dal Duomo alla cupola del Brunelleschi.

Palazzo Pitti, dove nasce la Moda Italiana

Nonna Nuccia non vede l’ora di arrivare a Palazzo Pitti, dentro la Sala Bianca. Cosa avvenne in questo luogo? Una vicenda straordinaria per la nascita del sogno della moda italiana.  Protagonista è il Marchese Giorgini che, nel 1951, invita qui un pugno di importanti giornalisti e compratori americani, che all’epoca non avevano occhi che per la moda francese. In quella magica e ormai mitica serata, Giorgini e un ristretto numero di creativi italiani del tempo lanciano il guanto di sfida a Parigi. Senza l’acume e il coraggio di questo personaggio straordinario quello che la moda italiana è oggi non sarebbe potuto accadere.

Dopo una giornata fiorentina piena di incanto e bellezza, corriamo a prendere nuovamente il nostro velocissimo treno rosso: Frecciarossa, accompagnaci nella Capitale!