14
Gennaio
2021

Diario Binario

di Giorgio Desio Mirando

Vidi per la prima volta Roma Termini nel settembre del 2005. Appena diciottenne arrivai a Roma per studiare all’università con un treno che mi portò dalla Puglia a quella che sarebbe stata la mia nuova vita. Arrivai con due enormi valigie, la testa affollata da pensieri e l’animo pieno di speranze.

Non credo che dimenticherò mai quel momento. Mi ero preparata, ci avevo riflettuto, ma solo appena arrivata in stazione mi resi veramente conto del cambiamento che stava per succedere. Ero lì con le mie valigie e migliaia di persone intorno, con le loro valigie, i loro pensieri e le loro speranze. E Termini mi fece subito sentire parte di una comunità che viaggia non solo per spostarsi ma per costruire il proprio futuro. Termini per me significa questo: cambiamento, evoluzione, divenire.

Oggi che sono ferroviera e mi sono fermata a mettere nero su bianco questo mio vecchio ricordo, mi sono accorta che quel sentimento non è poi tanto cambiato. Perché se al mio occhio a volte distratto dalla frenesia del lavoro, Termini sembra il contenitore di un enorme sciame di treni e persone, se mi fermo a guardare meglio subito riappare chiaramente come quel luogo che mi ha accolta quindici anni fa e che continua a fare da sfondo al continuo cambiamento della vita delle persone che la attraversano.

Federica Esposito (Gruppo FS Italiane)