25
Settembre
2020

Viaggio

di Enrico Procentese

In viaggio con Jacopo: Milano

Ciao a tutti! Sono Jacopo, ho solo 12 anni, ma già tanti interessi. Sono curioso e intraprendente e insieme a mia nonna Nuccia ho imparato ad amare la storia, l’arte, la natura, la cucina gourmet e tutto ciò che di bello offre la mia Italia. A volte, di sera, prima di addormentarmi, mi piace ritagliare foto, immagini e articoli riguardanti le città italiane e i loro capolavori. Ho sempre una matita in mano, dovunque mi trovi. Nonna Nuccia mi dice sempre che sono un bravo disegnatore e che un giorno, chissà, magari diventerò un architetto!

Il grande giorno è finalmente arrivato: nonna Nuccia mi ha infatti promesso di accompagnarmi a trovare i miei tanti amici sparsi per l’Italia, da Torino a Palermo, da Venezia a Bari, un lungo viaggio d’esplorazione in cui avrò finalmente occasione di visitare le tante meraviglie del nostro straordinario Paese e raccogliere le mie impressioni in veri e propri diari di viaggio.

La cosa più emozionante di tutte è che viaggeremo sul mitico Frecciarossa, talmente bello e veloce che lo sogno ogni notte. E poi sono un grande appassionato di architettura e le stazioni dell’Alta Velocità sono dei veri capolavori.

Vi mostrerò a ogni tappa il mio quaderno di viaggio, con note e disegni fatti sul posto, osservando le stazioni, i paesaggi e le città che ho visitato grazie a Frecciarossa e a nonna Nuccia! E, mi raccomando, se avete consigli per i miei prossimi viaggi scrivetemi a railpost@fsitaliane.it.

Oggi sono a Milano, una città che già ben conosco, ma che non smette di affascinarmi per il grande cambiamento che ha attraversato negli ultimi anni. Una città che, a partire dallo “sconvolgimento ad alta tensione” di Expo 2015, ha saputo reinventarsi e partorire progetti architettonici di grandissimo interesse. Per questo, dalla Stazione Centrale, punto di arrivo e partenza del mio Frecciarossa, ho chiesto a nonna Nuccia di portarmi a visitare tre luoghi significativi che, per forme, volumi e suggestioni, stanno reinterpretando il volto e il ruolo di Milano nel mondo.

Arrivare a Milano è sempre un’emozione: la Stazione Centrale, inaugurata il 1° luglio 1931, su progetto dell’architetto Ulisse Stacchini, appare un colosso di pietra e ferro ricco di risvolti artistici. Le due ali con il piano dei binari, dove arrivano i treni, si sviluppano per oltre 300 metri di lunghezza: un vero e proprio corso disegnato in onore del treno e delle ferrovie! Alzando lo sguardo, colpisce l’impressionante tettoia di vetro e metallo: il punto più alto, colossale, arriva a 72 metri d’altezza.

Come mi addentro nella Stazione, mi ritrovo all’interno di un complesso edificio dall’aspetto, curiosamente, “assirobabilonese” per la commistione di stili ospitati. Sui muri, negli archi, nelle navate, troviamo dappertutto opere dei migliori scultori, pittori e mosaicisti degli anni ’30: un complesso di opere d’arte dedicate al treno e alla velocità, ma anche ai miti della Patria.

Prima di lasciare la stazione, nonna Nuccia mi porta a scoprire un vero e proprio luogo segreto di questo grande edificio: il Padiglione Reale, costruito nel 1931 per ospitare la famiglia reale dei Savoia in attesa del proprio convoglio, uno scrigno di bellezza i cui pavimenti intarsiati e i mobili pregiati dialogano i con corridoi impreziositi da mosaici.

Nonna è davvero impazzita quando ha visto i bagni riccamente decorati del Padiglione, al cui interno, dietro a uno specchio, è indicato addirittura un passaggio segreto nel caso fosse stata necessaria per i Reali una fuga improvvisa!

Uscire dalla Stazione significa incontrare la piazza più grande della città. Tutto ruota attorno alla mole impressionante della facciata della Stazione, un disegno capace di coniugare antico e solenne con un’ingegneria d’avanguardia. Sulla destra, come una spada innalzata nel cielo, il grattacielo Pirelli, opera di Giò Ponti, capolavoro di architettura anni ’60, fino ad anni recenti l’edificio più alto della città.

Quando ho chiesto a nonna Nuccia di portarmi a Milano, avevo già in mente di farmi accompagnare in tre luoghi speciali. Luoghi pieni stimoli e suggestioni, perché rappresentano la rinnovata concezione di “funzioni urbane complesse”, capaci di aprire un dialogo con le forme preesistenti della città, ma al tempo stesso profondamente nuove per Milano. Se la Fondazione Feltrinelli rappresenta oggi il luogo della cultura, dove spazi per il coworking si alternano a una grande libreria e ad auditorium aperti alla città, Campus Bocconi diviene incarna una nuova e ambiziosa concezione di formazione, dove la luce e un rinnovato rapporto interno-esterno scandiscono il ritmo dell’apprendimento. Dopo oltre dieci anni di cantiere, il grande progetto Citylife è ormai concluso: tre grandi torri e un grande parco per Milano.

Ora sono davvero in ritardo, devo tornare presto in Stazione con nonna Nuccia, ci aspetta il nostro Frecciarossa. Alla prossima tappa!