07
Agosto
2020

Racconti dal territorio

di Flavio Scheggi

Non perdere la via...

Sulla montagna Pistoiese è partito il progetto SEGNAVIE, un modo social per segnare i percorsi

 

Due righe rosse e una bianca con un numero nero in mezzo. Chi di noi ha fatto un escursione in montagna o una passeggiata nel bosco riconosce questo segnale; inciso su un cartello, dipinto sul tronco di un albero o magari su una roccia. Si tratta della segnaletica introdotta dal Cai (Club Alpino Italiano) che contraddistingue i sentieri, adottata in tutta Europa ormai da 70 anni.

Negli anni 20 del Duemila, nella Montagna Pistoiese, questo tipo di informazione diventa social. Si tratta di SEGNAVIE, un progetto presentato il 1° agosto per valorizzazione una parte dell’Appennino Tosco-Emiliano in chiave turistica, attraverso un linguaggio capace di intercettare anche le generazioni più giovani.

Le lettere che compongono il termine SEGNAVIE saranno posizionate in versione maxi in punti panoramici che diventeranno hot spot dove raccogliere informazioni sul territorio, curiosità e attività da raggiungere nei paraggi. Le prime due lettere sono già state posizionate e sono visibili, le altre saranno collocate nei prossimi mesi fino a alla primavera 2021. L’iniziativa prevede inoltre la realizzazione di opere d’arte strettamente legate a tematiche territoriali, da parte di artisti di fama internazionale.

La Montagna Pistoiese diventa così un grande museo d’arte contemporanea a cielo aperto, da esplorare seguendo storici sentieri e nuovi percorsi accessibili anche a chi ha meno familiarità con il trekking, dove collezionare selfie e foto da condividere sui social media.

La rete sentieristica contraddistinta dai landmark SEGNAVIE si sviluppa per circa 35 km, collegando i percorsi Cai di alta montagna con quelli della Svizzera pesciatina. E interessa cinque aree di importanza storica, ambientale e culturale. La Foresta del Teso, 20 chilometri quadrati di bosco tra Pracchia e San Marcello. L’Alta valle del torrente Pescia. L’Oasi Dynamo Camp, affiliata Wwf, nota per il primo camp di terapia ricreativa nato in Italia nel 2006 per ospitare gratuitamente bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche e le loro famiglie. La Macchia Antonini, bosco secolare di circa 250 ettari. Infine l’Area rurale Piteglio-Popiglio, un’ampia zona alto-collinare in cui sono ricompresi nuclei abitati storici con spiccate caratteristiche rurali.