26
Agosto
2020

Viaggio

Photo credits: Simone Ramella

di Il Team

Weekend in Maremma: i consigli di Sorelle su Marte

La bassa Maremma, a 140 chilometri da Roma, è la meta ideale per un weekend di evasione. Buen retiro e luogo di villeggiatura apprezzato da intellettuali, politici e volti noti dello spettacolo, il borgo medievale di Capalbio e tutta l’area circostante rappresentano un concentrato di località interessanti da visitare se non si vuole solo poltrire sotto gli ulivi. Raggiungibile in treno scendendo alla stazione di Capalbio Scalo, ecco una serie di consigli e siti che meritano di essere visitati.

Il Giardino dei Tarocchi sulla collina di Garavicchio a Pescia Fiorentina, copre un’area di circa due ettari ed è una vera e propria città di sculture e case dai colori dell’arcobaleno ispirate agli arcani maggiori dei Tarocchi, dense di significati simbolici ed esoterici. A realizzarlo Niki de Saint Phalle, artista francese del Nouveau Réalisme, che ha dedicato 17 anni della sua vita, dal 1979 al 1996, alla costruzione delle 22 imponenti figure in acciaio e cemento ricoperto di vetri, specchi e ceramiche colorate. L’autrice si è ispirata al Parque Guell di Barcellona e ai giardini di Bomarzo, ma nei colori e nelle forme vivacissime delle sue sculture si ritrovano gli elementi dei grandi maestri del cromatismo, da Matisse a Picasso, da Kandinsky a Klee. Il Giardino dei Tarocchi è visitabile dalla primavera all’autunno. Per quale motivo è così poco conosciuto? L’artista ha volutamente evitato di farne pubblicità, la sua opera doveva essere scoperta con il semplice passaparola e nient’altro. E così è arrivata anche a noi.

Altra tappa da non mancare nella bassa Maremma, i borghi di Pitigliano e Sovana, tra i più scenografici della Toscana.

Pitigliano dista circa 75 chilometri da Grosseto e 110 da Siena. L’arrivo è mozzafiato perché il borgo appare in tutta la sua bellezza su un costone tufaceo da vertigini. Le case sono costruite sul filo della rupe e formano con esso un corpo unico. Ai lati burroni pieni di grotte scavate nel tufo e torrenti. Il primo nucleo di Pitigliano risale all’età del bronzo e successivamente, dall’VIII secolo a.C. si stabilì un insediamento Etrusco, testimoniato dalla presenza di alcune necropoli e da un tratto di mura in tufo. Fu poi una città romana e nel Medioevo diventò feudo degli Aldobrandeschi e degli Orsini. Nel 1608 entrò a far parte del Granducato di Toscana. Un borgo carico di storia che si respira passeggiando tra i vicoli e le piazze. Meritano senz’altro una visita Palazzo Orsini, dal caratteristico torrione terrazzato e il ghetto ebraico. Dal XV secolo, dopo l’espulsione degli Ebrei dallo Stato Pontificio numerose famiglie trovarono asilo a Pitigliano, dove si formò una consistente comunità ebraica. Il ghetto occupa la zona tra il Duomo e la Chiesa di Santa Maria ed è caratterizzato da piccole e strette vie. Vi si trovano anche la sinagoga, l’archivio, la scuola ebraica e un forno con dolci e pani tipici.

Sovana è un minuscolo borgo in pietra e ciottoli perfettamente conservato a sette chilometri da Pitigliano. Ha conservato l’aspetto del classico borgo medievale. All’ingresso si trovano i ruderi della Rocca Aldobrandesca, mentre percorrendo a piedi la via del Pretorio si arriva al centro, in Piazza del Pretorio, che conserva ancora la pavimentazione a spina di pesce originale dell’epoca. Un piccolo gioiello è la Chiesa di Santa Maria risalente al periodo tardo-romanico, al cui interno si trova uno dei cibori più antichi di tutta la Toscana oltre a pregevoli affreschi. Da visitare il Duomo, la chiesa paleocristiana di San Mamiliano, dove fu rinvenuto un tesoro composto da 498 monete d’oro, visibili nel museo attiguo, e le necropoli etrusche.


Sorelle su Marte – sorellesumarte.it