17
Agosto
2020

Racconti dal territorio

di Il Team

In treno o in bici?

La risposta giusta è sempre più un po’ in treno e un po’ in bici. Perché il mix delle due modalità si rivela una strategia vincente per scoprire angoli del Friuli-Venezia Giulia che non si potrebbero raggiungere partendo da casa senza salire a bordo di un treno.

Il bello di un viaggio non è solo la meta, ma poter godere del tragitto che si compie per arrivarci.

Il primo giorno di questa calda d’estate, insieme a dieci compagni di viaggio, piuttosto assortiti per età, con bambini e ragazzi, più o meno allenati, con interessi diversi, ma accomunati dalla voglia di esplorare in bicicletta la campagna del medio Friuli, ho potuto sperimentare l’accoppiata treno-bici raggiungendo Udine da Cervignano del Friuli, con il treno del primo mattino. Ho potuto caricare comodamente la mia bicicletta accanto a quelle di numerosi altri ciclisti che come noi avevano fatto la medesima scelta.

Scesi a Udine ci siamo avventurati lungo l’Alpe Adria FVG 1, percorrendo strade secondarie e poco trafficate in direzione sud. Il percorso ha toccato la periferia sud-est di Udine, passando per Pradamano, Lovaria, Pavia di Udine, Lauzacco, Persereano, Santo Stefano Udinese, Santa Maria La Longa, Mereto di Capitolo, Palmanova, dove abbiamo gustato un ottimo aperitivo.

Il viaggio è poi proseguito verso Privano, dove abbiamo gustato uno spuntino corroborante in un agriturismo, e ha toccato quindi Strassoldoi dove ci siamo immessi sulla ciclabile che ci ha accompagnato fino a Cervignano del Friuli, nostro traguardo finale.

Di certo le mie prossime escursioni importanti non potranno non considerare queste due modalità di trasporto ecologicosalutare sostenibile, ma sicuramente anche apprezzabile per il piacere e la soddisfazione dell’assaporare il percorso mentre si raggiunge la meta prefissata.


Luisa Sorarù