28
Luglio
2020

FS Ritratti

di Enrico Procentese

Un realista visionario

In viaggio sul Frecciarossa Bologna-Venezia con Jacopo Ascari, giovane architetto e illustratore

 

Ci fai un breve ritratto di te?

Sono un sognatore, un idealista, una persona creativa ma anche estremamente malinconica. Se ogni giorno non riesco a dare vita a un’idea, un disegno o un progetto di cui vado realmente fiero, mi arrabbio moltissimo. Sto tentando di diventare razionale, un visionario razionale. Che poi è anche l’unico modo per vivere.

Di dove sei e di cosa ti occupi?

Sono di Modena, cresciuto però a Milano. Sono un urbanista, laureato al Politecnico di Milano e iscritto all’Ordine, anche se al momento mi occupo di arte contemporanea, collaborando sta­bilmente con una nota artista italiana, Chiara Dynys. Insieme abbiamo vissuto un anno incredibile, con due mostre personali a Roma e Venezia. Adoro la contaminazione, non potrei vivere facendo soltanto una cosa.

Che tipo di viaggiatore sei?

Viaggio moltissimo in treno, tra Milano, Roma e Venezia, per costruire progetti di allesti­mento, incontrare partner e controllare l’andamento dei lavori. Sempre in Frecciarossa, un servizio impagabile. Il momento del viaggio diventa un momento creativo.

Che ricordo hai del tuo primo viaggio in treno?

Da bambino adoravo la geografia. Cartina alla mano, indicavo le città nei dintorni che pretendevo di visitare, insistendo all’infinito perché mi si accompagnasse. C’è una persona speciale che mi ha sempre spinto a indagare ulteriormente: terrò sempre nel cuo­re i viaggi in treno con mia nonna, donna preziosa, alla scoperta dell’Italia. Devo tanto all’emozione di quei momenti irripetibili.

Cosa ti piace del treno?

Adoro il concetto di velocità. Ma quello che da sempre mi ha en­tusiasmato è il progetto Grandi Stazioni AV, ormai quasi comple­to. Il concept è geniale: le città italiane tornano ad avere una cen­tralità europea grazie a una nuova rete di accessibilità capillare e promuovono la costruzione di grandi architetture. Nuove stazioni intese come agorà coperte. Questa capacità di ambizione e que­sto rinnovato orgoglio per il progetto Paese è qualcosa di abba­stanza irripetibile: ha portato Zaha Hadid a Napoli e Calatrava a Reggio Emilia. Quello che ha fatto FS mi entusiasma davvero.