21
Luglio
2020

FS Ritratti

di Enrico Procentese

Mai senza la mia playlist

Roberta, 27 anni, attrice, in viaggio sul Frecciargento Roma-Bari. Tra mille impegni, è sempre alla ricerca di incontri e spunti creativi per dare vita a nuovi personaggi

Ci fai un breve ritratto di te?

Mi reputo una persona creativa, empatica e sensibile, caratteristiche fondamentali per il lavoro che ho scelto. Mi capita spesso di viaggia­re tra Bari e Roma per prendere parte a progetti teatrali o cinemato­grafici. Mi piace la comodità del treno.

Di dove sei e cosa fai?

Sono nata a Bari, dove vive la mia famiglia. Faccio l’attrice, principal­mente teatrale, anche se in questo periodo ho partecipato a diversi cortometraggi e videoclip musicali, e continuo a fare provini. Nei pe­riodi in cui sono più libera mi dedico alla formazione, partecipando a diversi workshop e seminari. Impegni che mi portano spesso a utiliz­zare il treno come mezzo di trasporto.

Una viaggiatrice in cerca d’ispirazione…

Spesso in treno leggo i copioni dei miei progetti. L’ispirazione che colgo da quello che osservo dal finestrino mi dà nuovi spunti creativi. Durante un viaggio da Napoli a Milano, seguendo il paesaggio che cambiava forma ed espressioni, ho dato vita a un personaggio trasformista e camaleontico.

Che ricordo hai del tuo primo viaggio in treno?

Era una calda giornata di fine giugno da Bari a Roma, dovevo par­tecipare al provino di ingresso a un’accademia di recitazione, cir­costanza da cui ha preso avvio la mia carriera di attrice. Prima di raggiungere la banchina, rimasi per un po’ al fresco nel bar della stazione. Ero molto agitata ed emozionata per l’audizione. Se l’a­vessi superata la mia vita sarebbe cambiata, avrei fatto un pas­so in più verso il coronamento del mio sogno. Così, per tutte le cinque ore del viaggio, ripassai le parti e, tra un copione e l’altro, riuscii anche a scambiare qualche chiacchiera con il passegge­ro accanto a me che, sorprendentemente, era un regista teatrale che mi diede pure utili suggerimenti.

Cosa ti piace fare durante il viaggio, oltre a studiare per il tuo lavoro?

Guardare film, scrivere poesie e ascoltare musica. Prima di partire creo sempre una playlist ad hoc. E poi amo il treno perché per­mette di conoscere un luogo prima ancora di visitarlo. Fa immer­gere gradualmente nella sua essenza.

Un incontro particolare?

Durante uno dei miei viaggi di ritorno a casa, ho conosciuto la vo­lontaria di un’associazione che si occupa di prestare soccorso e curare gatti abbandonati in Puglia. Quell’incontro mi ha cambiato la vita, perché mi ha fatto conoscere Prue, il mio gattino.