16
Dicembre
2020

Diario Binario

di Il Team

#CaraTermini: la lettera di Alessandro Radicchi

Cara Termini,
quando ti incontrai la prima volta rimasi stregato dalla tua magnificenza, dalle tue ampie volte che mi facevano sentire come in una grande casa, in una grande chiesa.

Mi piaceva attraversarti da una parte all’altra con la borsa a tracolla mentre andavo all’università. Mi piaceva guardare le migliaia di persone sconosciute eppure in qualche modo vicine, come fossero amici che camminavano solo un po’ di fretta. Mi piaceva guardare i treni che arrivavano e partivano, portando dentro di loro storie, passioni ed emozioni di vite altre, che non avrei mai potuto conoscere ma che in quel momento sentivo con me, dentro di me.

Poi un giorno vidi il Suo volto, quello di una persona sporca, senza scarpe, con i vestiti strappati in più punti, seduta in un angolo tra via Marsala e la galleria gommata, tremante dal freddo, dalla fame, e dalla paura… di essere sola. Poi quel giorno, mi avvicinai e gli presi la mano e gli chiesi il Suo nome.

E da quel momento non potei fare a meno di pensare a lui, in quel posto, che era sempre bello e c’erano sempre i miei amici che correvano da una parte all’altra; ma che non era per lui, il posto giusto dove vivere. Perché non era la sua casa. Perché lui non la aveva una casa. E così, proprio quel giorno, ha preso forma in me un bisogno, doloroso e irresistibile, di occuparmi di lui.
E così, cara Termini… proprio quel giorno, hai cambiato la mia vita.

Alessandro Radicchi, fondatore Binario 95 e direttore rete Help center nelle stazioni (ONDS)