05
Novembre
2020

Viaggio

di Flavio Scheggi

Quando inizio un libro nuovo per prima cosa leggo le conclusioni. Non so come, ma ci trovo sempre qualcosa di interessante. Così ho fatto anche con Il bello di viaggiare da soli, scritto da Francesca Di Pietro (Feltrinelli), e non sono rimasto deluso perché il testo si conclude con questa bella frase: «I sogni nel cassetto fanno la muffa, non aspettare».

Per farci raccontare qualcosa di più, abbiamo raggiunto l’autrice che al suo lavoro di psicologa ha affiancato la passione per il viaggio. Negli anni ha visitato più di 70 Paesi e nel 2012 ha aperto il sito Viaggiaredasoli.net, per cui chiediamo subito a Francesca: «Quali sono i vantaggi di viaggiare da soli?».

«Il senso di libertà. Scegliere l’itinerario in autonomia, senza scendere a compromessi con altri. Decidere di passare una giornata seduta in un caffè o in spiaggia a contemplare l’orizzonte. Osservare meglio le cose che ti circondano, ma anche quelle dentro di te».

L’altra curiosità è capire perché le persone che viaggiano da sole non sono così tante, almeno tra gli italiani. «A chi non ha ancora trovato il coraggio ricordo che la scelta del luogo dev’essere ponderata in base al momento di vita, al carattere della persona e al periodo dell’anno. Inoltre è fondamentale seguire i consigli di chi ha già fatto la stessa esperienza».

Il web può essere un valido alleato per chi inizia a muoversi da solo. «È sicuramente uno strumento che può aiutare nella preparazione del viaggio, ma consiglio di lasciare un po’ di spazio anche al mistero e alla curiosità di fare scoperte emozionanti».

Considerato il periodo in cui stiamo vivendo, non sempre dobbiamo andare dall’altra parte del mondo per metterci alla prova e fare nuove esperienze. «Serve vedere le cose in modo diverso. Anche nei luoghi dove viviamo possiamo prenderci una giornata per fare una nuova attività, è un modo per sorprenderci e sentirsi vivi». Quando iniziamo ad aprire i cassetti dei ricordi il pensiero di Francesca corre al Sud America. «È stato il mio primo lungo viaggio da sola. Ho passato tre mesi attraversando le Ande; una grande esperienza ispirata dalle letture di Pino Cacucci, ma anche di Luis Sepulveda e Bruce Chatwin».