01
Ottobre
2020

Viaggio

di Gerardo Adinolfi

Lo Stretto della Fata Morgana

Il made in Italy è uno scrigno di tesori. E Il viaggio è servito, la rubrica mensile di RailPost, vuole aprire questo scrigno per portare alla luce il dettaglio, la meta, la curiosità, la piccola o grande meraviglia da raggiungere in treno. Dopo la prima tappa alla scoperta del pavimento del Duomo di Siena, in Toscana, a ottobre Il viaggio è servito in Calabria, dove c’è il “chilometro più bello d’Italia”, il lungomare Falcomatà di Reggio Calabria.

Da un lato il centro storico, dall’altro il mare. Sullo sfondo la Sicilia. A definirlo il “chilometro più bello d’Italia”, secondo la tradizione, è stato il poeta Gabriele D’Annunzio. E a renderlo unico al mondo è il fenomeno della “Fata Morgana”, un particolare effetto di rifrazione che, quando l’acqua dello Stretto si trasforma in una lente – soprattutto all’alba, con cielo sereno e aria tersa – riflette e ingrandisce Messina avvicinando la Sicilia alla Calabria. Sembrano quasi toccarsi. Un miraggio bellissimo.

Passeggiare lungo i 1.700 metri “più belli d’Italia” significa osservare e scoprire le bellezze della città, dal porto all’antico fortino, passando dall’Arena dello Stretto fino alle 46 colonne in rete metallica della maxi-installazione permanente Opera appena inaugurata dall’artista Edoardo Tresoldi. Ma camminare sul lungomare è anche lasciarsi avvolgere dalla magia, dalla leggenda.

La fata Morgana, da cui prende il nome l’effetto ottico che ne deriva, secondo il mito è la fata delle acque che, da tempi lontani, si diverte a ingannare e beffare i viaggiatori di passaggio nel lembo d’acqua fra la Calabria e la Sicilia. Perché? Per proteggere il fratellastro, re Artù, che dopo essere arrivato in Sicilia dalla Bretagna, decise di restare a vivere sull’isola. Morgana, preoccupata che qualcuno potesse attaccarlo, decise di fermarsi al centro dello Stretto, in un castello subacqueo, a guardia del fratello e dell’isola.

Il miraggio della Fata Morgana oggi regala, se si è fortunati, un panorama mozzafiato che, nelle giornate più terse, permette di spingere lo sguardo fino all’Etna.